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Chi Siamo

La Costituente dei Beni Comuni nasce nell’estate del 2011, quando, avvicinandosi la prospettiva delle elezioni amministrative nella nostra città, il variegato mondo cuneese dell’associazionismo e della politica, che si richiama alla sinistra, si ritrova per valutare l’opportunità di una propria presenza unitaria e rinnovata nel confronto elettorale. Da oltre un anno era attiva in città l’Associazione politico-culturale “Esuli in Patria”, che aveva movimentato la politica locale con iniziative, anche di rilievo mediatico, capaci di risvegliare la partecipazione diretta dei cittadini, in particolare sulle vicende della Fondazione CRC , sulle scelte urbanistiche della Giunta Valmaggia, giudicate lesive del territorio e del Paesaggio, sulla necessaria laicità delle istituzioni, sullo scarso coinvolgimento dei cuneesi nelle decisioni politico-amministrative fondamentali. Da anni marcava la sua presenza in città il Partito della “Rifondazione Comunista, con una serie di importanti iniziative sia nel campo culturale che sul terreno sociale, del mondo del lavoro, che della stessa Amministrazione pubblica. Analogamente nel campo sociale, con particolare attenzione alle questioni degli immigrati, dei carcerati, dell’esclusione e del disagio, del confronto interreligioso operavano numerosi gruppi dell’associazionismo cattolico. Dall’incontro di questi gruppi emergeva la possibilità di dar vita ad una nuova presenza politica capace di riconoscersi, pur nel rispetto delle diverse peculiarità, in un programma comune per il governo della città, improntato ad un’esigenza di forte cambiamento, e di impegnarsi nella formazione di una nuova identità unitaria a partire da un’analisi condivisa della crisi economica e dalla possibilità di uscirne in una direzione non conforme al pensiero dominante neoliberista.

In questa proposta risultava centrale l’assunzione del tema dei Beni Comuni, intesi come complesso di beni materiali e immateriali (acqua, territorio, ambiente,salute, beni culturali), dei quali deve essere garantita a tutti la fruizione (comprese le generazioni future) e che devono essere gestiti in maniera PARTECIPATA E PUBBLICA.

La campagna per le Primarie del Centro-sinistra nel Novembre 2011 e la importante candidatura di GIGI GARELLI, indicato dalla Costituente dei Beni comuni, hanno dato una scossa alla vita politica della città, come mai si era visto in passato, obbligando tutte le forze in campo ad una riflessione di fondo sul futuro della città. La forte partecipazione al voto (oltre 5000 elettori) e la vittoria di Garelli hanno costituito un elemento estremamente positivo di novità, che poteva rappresentare un’occasione di ripensamento, in particolare. sul modello di sviluppo urbanistico chiaramente esorbitante previsto dal Piano Regolatore e sulle modalità di esercizio del potere da parte di centri esterni al confronto politico ed alle sedi istituzionali.

Il voltafaccia clamoroso del Sindaco Valmaggia, garante del processo delle Primarie, che il 10 Febbraio 2012 disconosceva l’esito delle primarie e dava vita ad una nuova Lista (I Democratici), spaccando il Partito democratico e collegandosi con l’UDC ed altre Liste di centro fino ad allora ostili a Valmaggia, introduceva elementi di grave scorrettezza democratica, portando la campagna elettorale sul piano dello scontro e della delegittimazione degli avversari con false argomentazioni (la costruzione di una Moschea, il ritorno dei Cosacchi!). Insomma giunti al dunque si ricomponeva il solito blocco sociale, composto dal potere fangoso della Fondazione, dagli interessi del mattone, da una parte del mondo delle frazioni e da una parte delle gerarchie ecclesiastiche, che realizzava, anche con grande dispendio di mezzi, una sorta di chiamata alle armi, degna del 48’. In questo contesto svolgeva un ruolo non secondario il giornale cattolico diocesano, La Guida.

Il resto lo hanno fatto le non sempre chiare posizioni di una parte della coalizione di centro-sinistra su alcuni temi sensibili (urbanistica, grandi opere come la Circonvallazione, gestione pubblica partecipata del servizio idrico e ruolo della Fondazione) e poi l’abile candidatura di Federico Borgna, degna persona, la cui autonomia dai poteri forti e meno forti fino ad oggi è peraltro tutta da dimostrare.

Il risultato è che oggi si naviga a vista, cercando accordi di basso profilo all’interno di una non omogenea maggioranza dai contorni politici maldefiniti, badando in particolare a non mettere in discussione le scelte di Valmaggia e dei suoi uomini. E così esplodono ad orologeria, come conseguenza delle precedenti scelte urbanistiche, ma anche senza alcun tentativo di correzione da parte della attuale maggioranza, forme di compromissione del Paesaggio (Pajo Vejo, Villa Sara) e del territorio (nuovi insediamenti nelle frazioni e sull’altipiano), nell’illusorio tentativo di accreditare un falso disegno di sviluppo, trainato da vasti interventi di nuova edilizia privata in un periodo caratterizzato da una consistente contrazione del mercato immobiliare (-9%). Tutta l’attenzione dei cittadini viene indirizzata alle opere (alcune delle quali sicuramente utili) previste dal PISU e dal “Piano città” nel centro storico senza alcuna attenzione ai fenomeni urbanistici, che caratterizzano negativamente l’intero contesto urbano. Altro segnale negativo viene dato sulla destinazione della cospicua eredità Ferrero, che, al di là della condivisibile destinazione al Palazzo ex-S.Croce, rischia di essere frammentata in molti rivoli attraverso decisioni che solo formalmente coinvolgono il Consiglio comunale, mentre in realtà vengono assunte altrove per comporre precari equilibri di maggioranza. Su questo tema i nostri Consiglieri hanno dato chiare indicazioni per una parziale destinazione a fini di housing sociale (in un periodo in cui aumenta notevolmente il numero degli sfratti), recuperando una serie di locali accanto alla sede del Consorzio socio-assistenziale a Borgo Gesso.

Insomma questi pochi esempi dimostrano come si senta ancor più oggi la necessità di una forte presenza della Costituente e delle sue proposte politiche ed amministrative e soprattutto di un’ampia partecipazione di cittadini sempre più consapevoli. In tal senso va il nostro invito alla cittadinanza a intervenire alle riunioni della Costituente, che si tengono prima di ogni Consiglio Comunale, così come alle Assemblee pubbliche che periodicamente vengono convocate.