RIVEDERE IL PIANO REGOLATORE SOSTENERE L’EDILIZIA DI RISTRUTTURAZIONE

I cittadini di Cuneo stanno verificando con crescente rabbia le conseguenze della applicazione del PRG (approvato nel Luglio 2008 dalla Giunta Regionale su proposta del Comune di Cuneo), che riguardano in particolare l’ambito della “città consolidata”, compresa fra il Centro Storico e la Città della Trasformazione (i quartieri collocati a Sud nel contesto di riferimento della frazione di S.Rocco), ma anche ampi territori delle frazioni, caratterizzati da produzioni agricole di pregio.

Emblematico l’intervento nell’area denominata F5, vicino a Piazza d’Armi, dove è stato terminato un edificio (il primo di un complesso di cinque), di otto piani più attico, per un’altezza di 30 metri e per sessanta metri di lunghezza, che giustamente è stato definito uno “scempio inaccettabile” in quanto crea una cortina massiccia fra Piazza Brunone Lanteri e Piazza d’Armi, alterando per sempre lo splendido scenario del luogo, prima aperto alla visione di ampia parte dell’arco alpino. Ma altri scempi si stanno per realizzare o si sono realizzati sul Viale degli Angeli (PajoVejo, Villa Sara, Villa Cacciolati), a Tettocavallo, per non parlare degli interventi ad alta dispersione urbana nelle frazioni (Spinetta, Cascina Piccapietra, ecc).

Ma la vicenda è tanto più paradossale in quanto il mercato degli immobili vede una caduta delle compravendite consistente (almeno del 10-15%)anche nella città di Cuneo (del tutto prevedibile e da noi prevista già tre anni fa) in relazione alla crisi del credito per i mutui-casa ed alla debolezza della domanda, nella oggettiva assenza di crescita demografica negli ultimi trenta anni. Di conseguenza molte aziende edili hanno cessato la loro attività o sono fallite in Provincia di Cuneo (244 secondo i dati forniti al recente Congresso degli edili CISL), mentre le attività sopravvissute fanno ricorso a forme pericolose e inique di sfruttamento del lavoro. A ciò si aggiunge la beffa riservata ai possessori di aree in comparti dove è prevista la possibilità di edificare, costretti a pagare migliaia di Euro di IMU in assenza di concrete prospettive di realizzazione di nuove abitazioni.

Il rischio congiunto della crisi edilizia e delle attuali previsioni insediative è quello della compromissione residuale a pelle di leopardo del territorio, utilizzando piccoli piani di coordinamento estrapolati dalle più vaste aree dei piani esecutivi, che non troveranno mai completa attuazione.

Alcuni provvedimenti devono quindi essere assunti dalla nuova Amministrazione comunale, se vuole differenziarsi dalle dissennate politiche del passato:

  1. realizzare un Censimento accurato degli edifici inutilizzati al fine di valutare le possibilità insediative ricavabili dalla loro ristrutturazion sia a fini abitativi che di uso produttivo, così come richiesto dalle Associazioni di tutela del territorio (Salviamo il Paesaggio),

  1. rafforzare le misure a sostegno dell’edilizia di recupero e di ristrutturazione nel Centro Storico e nella città consolidata (il Parlamento di prossima elezione a sua volta è chiamato a incentivare tali misure, così come quelle adombrate dal DdL del Ministro Catania sulla tutela dei suoli agricoli),
  2. sulla scorta dei dati del Censimento vanno riviste le previsioni di Piano Regolatore, che prevedevano la costruzione di 350 alloggi all’anno ancora per 5 anni!!!.

PS L’involuzione senile, sia pure scanzonata, che mi addebita l’Avv. Dalmasso, non mi ha impedito di denunciare le vicende urbanistiche della città prima di altri, forse affetti da insuperabile incoscienza infantile.

Ugo Sturlese Esule in Patria-Costituente dei beni comuni